VISIONI DI GENERE #violenza identità diritti stereotipi lavoro

dal 22 ottobre in Mediateca la rassegna organizzata dal Comune di Bari con il Centro antiviolenza

Inizia martedì 22 ottobre alle 18.00 con PRIMO AMORE di Matteo Garrone, VISIONI DI GENERE #violenza identità diritti stereotipi lavoro, una rassegna cinematografica sulle donne e l’immaginario femminile organizzata dall’Assessorato al Welfare del Comune di Bari, a cura del Centro antiviolenza “La luna nel pozzo” e  in collaborazione con la Mediateca Regionale Pugliese, gestita da Apulia Film Commission.

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Relazioni, violenza, lavoro, diritti, bambini, cultura e identità di genere, stereotipi linguistici e ideologici: sette appuntamenti per affrontare questi temi con una suggestione e un linguaggio, quelli del cinema, che permettono di offrire uno sguardo ad ampio raggio, di condurre una riflessione più profonda e non univoca e di fornire degli strumenti alternativi di analisi e discussione a chi quotidianamente si confronta con queste problematiche.

Sarà questo uno degli appuntamenti principali della settimana in Mediateca, cui si aggiungono la rassegna sul cinema musicale “Sound and vision” – da giovedì 24 – e la presentazione del libro dei critici Luigi Abiusi (Filmcritica, Uzak) e Michele Sardone (Uzak) “Il signore del caos: Sono Sion”. Il volume a cura di Dario Tomasi e Franco Picollo, è edito da Caratteri Mobili in collaborazione con UZAK , rivista online di cultura cinematografica. Tradotto e pubblicato in Giappone prima ancora di uscire nell’edizione italiana, “Il signore del caos: Sono Sion” è la prima ricostruzione dell’opera del regista giapponese Sion Sono, corredata da un’intervista inedita a Sono e dalla ricostruzione minuziosa di tutti i suoi film. A seguire sarà proiettato il film “Cold Fish” di Sion Sono (v.o. sottotitolata in italiano). Summa dei temi fondamentali della sua poetica, “Cold Fish” narra la storia Shamoto, gestore di un piccolo negozio, il quale si trova coinvolto in una serie di omicidi messi in atto da un suo collega, Murata. Da lì in poi Shamoto si ritroverà in un vortice di orrore che muterà irreversibilmente la sua psicologia e la sua idea di morale.

Tornando alla rassegna “Visioni di genere”, questa nasce con l’obiettivo di dar voce alle donne e all’immaginario femminile, da molteplici sguardi e così si snoderà per tutto l’inverno fino alla fine di febbraio attraverso sette diverse proiezioni, programmate sempre alle 18.00 e ad ingresso gratuito.

Da “Primo Amore” a “Persepolis”, passando per “Le donne vere hanno le curve”, a tratti sorridendo, altre volte con erotismo, rabbia e impegno, 7 film si interrogano sui molteplici piani dell’immaginario femminile.

Temi come la violenza, il lavoro, i diritti, i bambini, la cultura e l’identità di genere connessi con gli stereotipi linguistici e ideologici sono all’ordine del giorno e delle cronache in modo diverso, a tratti drammatico,a tratti solo apparentemente anacronistico: i sette appuntamenti intendono affrontare questi aspetti con le suggestioni e il linguaggio filmico, tentando così di aprire una riflessione più profonda e non univoca sul femminile plurale. Pertanto la rassegna è più che mai indirizzata a tutti, ben oltre i confini di genere. Il primo film “Primo Amore” (Garrone) sarà introdotta dalla Responsabile del CAV La luna nel pozzo dott.ssa Anna Coppola De Vanna.

Di seguito il calendario:
22 ottobre
Primo amore di Matteo Garrone(2004), con Vitaliano Trevisan e Michela Cescon

Vittorio, un piccolo artigiano orafo veronese, ha un’ideale femminile molto preciso: il suo apprezzamento per il corpo e per la mente di una donna deve essere allo stesso livello e il corpo della donna deve essere molto magro. Incontra con un appuntamento al buio Sonia che lo attrae ma che vuole con molti chili in meno. La donna accetta di adeguarsi ai suoi desideri ed inizia una dieta strettissima che la condurra’a una forma di schiavitu’ fisica e mentale. Si vorrebbe poter dire solo bene del film di Garrone che segue all’inatteso successo de “L’imbalsamatore”. Purtroppo non e’ possibile farlo.

13 novembre
Boys don’t cry di Kimberly Peirce (1999), con Hilary Swank, Chloë Sevigny, Peter Sarsgaard, Brendan Sexton III, Alicia Goranson

A Lincoln, piccolo centro del Nebraska, il ventunenne Brandon Teena vive una fase di grande confusione interiore. Deciso ad allontanarsi per poter partire da zero dove nessuno lo conosce, arriva a Falls City, un centinaio di chilometri lontano, incontra Lana e viene accolto a casa di lei: ci sono la mamma di lei, e John e Tom, due balordi che hanno passato alcuni periodi in carcere. Brandon e Lana stringono una forte amicizia, finché lui la bacia con grande passione. Ad un certo punto però Brandon non può più eludere le domande su se stesso e la sua provenienza. Processato per furto d’auto, viene rinchiuso in carcere, e qui rivela a Lana di chiamarsi in realtà Teena Brandon, una donna che però si sente maschio e in tale ruolo cerca rapporti con altre donne. In carcere Teena viene violentata, poi, quando esce, chiede a Lena di scappare insieme a Lincoln. John e Tom intervengono, colpiscono brutalmente Teena. In una crescente spirale di violenza, John poi uccide Teena, e Tom colpisce a morte Candy, la ragazza vicina di casa che era intervenuta involontariamente. Fuori campo, Teena legge una lettera scritta a Lana sulla loro difficile condizione.

27 novembre
Le donne vere hanno le curve di Patricia Cardoso (2002), con America Ferrera, Lupe Ontiveros, Ingrid Oliu, George lopez, Brian Sites

 

La diciottenne Ana sogna un grande futuro per sé: sta per diplomarsi al liceo, ha incontrato un ragazzo a cui piace così com’è e ha appena lasciato il lavoro in un fast food. Ana è la prima in famiglia a sognare l’università, ma è comunque ostacolata dal modesto ambiente in cui vive, nei sobborghi di Los Angeles, e dall’attaccamento nei confronti della sua famiglia.

 

11 dicembre
Tutta la vita davanti di Paolo Virzì (2007), con Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Elio Germano, Massimo Ghini

Nel bel mezzo di una corale apertura onirica a suon di Beach Boys, la voce narrante di Laura Morante ci introduce cautamente nella favola nera di Marta, ventiquattrenne siciliana trapiantata a Roma neolaureata con lode, abbraccio accademico e pubblicazione della tesi in filosofia teoretica. Umile, curiosa e un poco ingenua, Marta si vede chiudere in faccia le porte del mondo accademico ed editoriale, per ritrovarsi a essere “scelta” come baby-sitter dalla figlia della sbandata e fragile ragazza madre Sonia (interpretata con struggente intensità da Micaela Ramazzotti). È proprio questa “Marilyn di borgata” a introdurla nel call center della Multiple, azienda specializzata nella vendita di un apparecchio di depurazione dell’acqua apparentemente miracoloso.Da qui inizia il viaggio di Marta in un mondo alieno, quello dei tanti giovani, carini e “precariamente occupati” italiani: in una periferia romana spaventosamente deserta e avveniristica, isolata dal resto del mondo come un reality, la Multiple si rivela pian piano al suo sguardo ingenuo come una sorta di mostro che fagocita i giovani lavoratori, illudendoli con premi e incoraggiamenti (sms motivazionali quotidiani della capo-reparto), training da villaggio vacanze (coreografie di gruppo per “iniziare bene la giornata”) per poi punirli con eliminazioni alla Grande fratello.

21 gennaio
Tomboy di Céline Sciamma (2011), con Zoé Héran, Malonn Lévana, Jeanne Disson

Laure, dieci anni, insieme ai genitori e alla sorella Jeanne si trasferisce durante le vacanze estive. La mamma è incinta del terzo figlio (un maschio) e il padre è impegnato al lavoro. La bambina approfitta della distrazione degli adulti per prendere una decisione: nel nuovo ambiente si farà credere un maschio. E’ come Michael che farà le prime amicizie e, in particolare, attirerà l’attenzione di Lisa che finirà con l’innamorarsi del nuovo arrivato con il quale scambierà qualche bacio e momenti mano nella mano. Fino a quando potrà durare questa situazione?

4 febbraio

Revolutionary road di Sam Mendes (2008), con Leonardo Di Caprio e Kate Winslet

Revolutionary Hill, 1955. Frank e April Wheeler sono una giovane coppia middle class che coltiva noia e anticonformismo in un sobborgo benestante (e benpensante) di New York. April partecipa con modesti risultati alle recite della filodrammatica locale e Frank indugia in un lavoro ordinario in attesa di “trovare la sua strada” e il suo essere straordinario. Belli e colti, intelligenti e sofisticati, i Wheeler sono ammirati dai più ovvi vicini di casa e da un’inopportuna agente immobiliare. Nel privato, invece, la coppia prova a resistere all’amore finito e ai silenzi infiniti, alle notti bianche e ai bicchieri pieni. Frank inizia una squallida liaison impiegatizia, April si inventa una vita a Parigi, dove vorrebbe trasferire la sua famiglia e la sua inquietudine. L’idea romantica della fuga riaccende la passione nel talamo e la fiducia nel futuro ma la “rivoluzione” cova sulla Revolutionary road.

18 febbraio

Persepolis di Marjane Satrapi (2007), con le voci di Chiara Mastroianni, Catherine Deneuve, Danielle Darrieux, Simon Abkarian, Gabrielle Lopes

Teheran, 1978: Marjane, otto anni, sogna di essere un profeta che salverà il mondo. Educata da genitori molto moderni e particolarmente legata a sua nonna, segue con trepidazione gli avvenimenti che porteranno alla Rivoluzione e provocheranno la caduta dello Scià. Con l’instaurazione della Repubblica islamica inizia il periodo dei “pasdaran” che controllano i comportamenti e i costumi dei cittadini. Marjane, che deve portare il velo, diventa rivoluzionaria. La guerra contro l’Iraq provoca bombardamenti, privazioni e la sparizione di parenti. La repressione interna diventa ogni giorno più dura e i genitori di Marjane decidono di mandarla a studiare in Austria per proteggerla. A Vienna, Marjane vive a 14 anni la sua seconda “rivoluzione”: l’adolescenza, la libertà, l’amore ma anche l’esilio, la solitudine, la diversità.

 

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